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(a cura della FES)
Polemiche per il film Trieste è nostra, dove un gruppo di amanti del wargame ricostruisce l'occupazione jugoslava. Il regista dice che è una specie di "scherzo" ma bussano alla porta le solite domande: fino a che punto si può scherzare con le tragedie, che cosa si intende precisamente per "provocazione", mostrare l'odio etnico è forse una forma di incitazione all'odio stesso, gli amanti della ricostruzione storica sono davvero tutti malati? Mentre ponzate su queste gravezze noi cerchiamo qualcuno che traduca il testo del trailer, giusto per capire il tono dell'operazione.
Sono già passati molti anni dalla pubblicazione del gioco "Le straordinarie avventure del Barone di Munchausen", ma a differenza di altri sistemi di narrazione condivisa (es. il cadavere squisito), questo non è mai uscito dalla nicchia degli appassionati. Eppure il meccanismo è semplice, il tema è appropriato e con i compagni giusti il divertimento è assicurato.
Cerchiamo di riassumerlo in breve:
un'eletta schiera di nobiluomini (e nobildonne) si riunisce per assumere qualche conforto alcolico. A un tratto qualcuno invita il vicino a raccontare una delle sue avventure e tutti i presenti possono intervenire per precisare o smentire i fatti. Essendo l'uomo animale fabulante, tutti i presenti finiranno per raccontare a turno una storia ed infine si voterà per scegliere la migliore.
Per giocare basta essere in tre o più, munirsi di rinfreschi e di qualche moneta (ognuno ne avrà tante quanti sono i giocatori). Ogni giocatore veste i panni di un nobiluomo e il più alto in carica si rivolge al vicino, chiedendogli di raccontare una delle sue famose avventure. Ad esempio: “Caro Barone, raccontateci di quella volta che cadeste preda d'amore per un pianeta!".
L’interpellato dovrà quindi improvvisare lì per lì la sua storia, con ritmo e senza esitazioni, per una durata di circa 5 minuti. Mentre il narratore racconta un altro giocatore può interromperlo, scommettendo una delle sue monete e aggiungendo una chiosa del tipo: "Caro Barone, scommetto che alla corte della Luna avrete avuto delle difficoltà di linguaggio: pare infatti che gli astri parlino Francese".
Ora la parola ritorna al narratore, che ha due scelte: tenere l'interruzione come vera, e quindi inserirla logicamente nel racconto, oppure rifiutarla come errore, pagando però a sua volta una moneta al molesto chiosatore.
Esempio del primo caso: "Duchessa, ciò che dite è vero, ma fortuna volle che avessi con me il rinomato manualetto di conversazione di Monsiuer La Verbose, e quindi dissi..."
Esempio di rifiuto: "Duchessa, siete male informata: i lunatici, privi come sono del peccato originale, parlano ancora quella lingua adamitica che è comprensibile a tutte le creature, animali compresi, e anche alle duchesse".
In sostanza, se il giocatore ingloba l'interruzione nel suo racconto guadagna una moneta, mentre se la rifiuta paga una moneta. Sono possibili rilanci e ulteriori precisazioni.
Tuttavia c'è un pericolo, perchè una scommessa o un’obiezione può insultare l'onestà di un altro, la sua stirpe o il suo titolo, e in questo caso bisognerà lavare l'onta con un duello (che si risolverà col giuoco della morra).
Ad esempio: "Barone, dite di essere giunto sulla luna innalzandovi per i capelli: eppure il vostro nobile capo è sempre stato deserto di simile vegetazione".
"Duca, state forse insinuando che mento?"
"Oh, non sia mai..."
Il vincitore del duello terrà tutte le monete puntate.
Il gioco continua così finchè tutti hanno raccontato una storia. Infine, si vota la storia migliore usando le monete. Ovviamente nessuno può votare per se stesso e quindi avere più monete non vuol dire vincere, ma al massimo poter determinare chi degli altri sarà il vincitore. Pertanto, il modo migliore di giocare non è accumulare monete, ma raccontare effettivamente la storia più simpatica.
Molto altro ci sarebbe da dire riguardo a questo piacevole giuoco, ricco di esempi ed illustrato con le figure di Dorè, e di costo insignificante. Se questo articoletto attirasse il vostro benevolo interesse, si potrebbe persino tentare una partita online.

Ispirandoci a SJGames, inauguriamo una nuova categoria dedicata a quelli che come noi hanno capito tutto: cominciamo da peppe de cesaris, che rilegge la filosofia, la storia e la letteratura umana alla luce della congiunzione astrale giove-saturno.
Spallanzani non ha scritto sempre paradossi e giochetti: per un certo periodo della sua vita ha tentato la narrativa mainstream, il romanzone borghese o di guerra. Tuttavia anche in questi "esperimenti di normalità" emergono degli elementi curiosi e cervellotici, spesso sotto forma di ipotesi o riflessioni del protagonista. Forse il nostro si vergognava un po' di scrivere storie fantastiche e allora ricorreva al trucco di far fantasticare i suoi personaggi. In particolare c'è un testo, che doveva essere incluso in Altri Crocevia ma all'ultimo fu scartato, dove uno svolgimento iniziale strettamente realistico parte all'improvviso per la tangente e si chiude in un loop.
E' la storia senza titolo di un professore di scuola che si invaghisce di una sua alunna. Il tutto è ambientato in Italia ed anzi nella scuola in cui Spallanzani aveva effettivamente insegnato. Si indica un anno preciso e ci sono molti riferimenti ad eventi reali, compreso un cenno alla prima edizione italiana di "Lolita" del 1959, che forse fu il catalizzatore della storia. Ad ogni buon conto, questa è la storia: