Altra citazione, questa volta mandata da Tommy Bernardi e tratta ancora una volta da Raccontalo alla cenere:
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Nel lapidario seppellire
muto come una bomba
in sordina dissenso cumulo
la fioca speranza che monda
da odio e tempo il tumulo
e la sua coperta di lire
e quando miope guardo
le proiezioni fioche
di siderali sere
nate come epoche
finite a fare fiele
menomato m'attardo
e odo l'autorità minata
ch'è allora ogni aurora
che sorda campana intona
la cupa colonna sonora
e fende e affonda afona
i resti della giornata.
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Nel lapidario seppellire
muto come una bomba
in sordina dissenso cumulo
la fioca speranza che monda
da odio e tempo il tumulo
e la sua coperta di lire
e quando miope guardo
le proiezioni fioche
di siderali sere
nate come epoche
finite a fare fiele
menomato m'attardo
e odo l'autorità minata
ch'è allora ogni aurora
che sorda campana intona
la cupa colonna sonora
e fende e affonda afona
i resti della giornata.
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Segnaliamo il concorso
Cento di questi stili. Oggi ricorre il centenario di Raymond Queneau, scrittore dell'Oulipo e autore di opere che hanno ispirato da vicinissimo lo Spallanzani negli anni della permanenza francese: come dimenticare I fiori blu e il fantasmagorico Esercizi di stile? Soprattutto però è il caso di citare Centomila miliardi di poesie, titolo che - per quanto strano possa sembrare - non tradisce le aspettative! Si tratta infatti di dieci sonetti regolari in versi alessandrini rimati, stampati su striscioline di carta: il primo verso di ogni poesia può essere seguito dal secondo verso di ogni poesia, e così via per quattordici versi, dando vita a un totale di 1014 combinazioni. Si tratta, insomma, della teoria "combinatoria" che poi avrebbero ripreso anche Calvino (Il castello dei destini incrociati), Perec (La vita: istruzioni per l'uso) e Spallanzani (nel racconto "Trittico circolare", dall'antologia Altri crocevia).
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