In realtà le incarnazioni apocrife di Holmes sono migliaia, ma ci piace l'idea di riunirne sei in una casa e di metterle di fronte a un mistero, proprio come in Cluedo. Del tutto arbitrariamente scegliamo: l'Holmes cocainomane de La soluzione sette per cento, il mistico del Mandala di S.H., l'apicultore de L'uomo di Piltdown, il valido interlocutore di Einstein (Einstein e S.H.), l'appassionato di samba (Un samba per S.H.) e lo studioso di UFO (La guerra dei mondi di S.H.).
Il tremendo avversario sarà ovviamente Mycroft, che a detta di Colin Bruce (S. H. e i misteri della scienza) è vivo e vegeto e si diletta di esperimenti mentali basati sul paradosso del gemelli! Sembra la trama di un fumetto Marvel, con i suoi crossover dettati da ragioni commerciali e giustificati cogli universi paralleli, ma potrebbe rivelarsi un successo e quasi ci spiace di avervi dato l'idea.
Per altro, sarebbe venuta anche a voi leggendo l'ottimo speciale di LibriNuovi, dal quale apprendiamo pure che Colin ha copiato Spallanzani, o si è ispirato alla stessa fonte, quando ha sguinzagliato l'investigatore sulle tracce della gatta di Sroedinger.
» martedì, agosto 31, 2004
» segnalazioni, plagi, oziosità, sherlock, spallanzate
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(a cura della FES)
Il gentile lettore Mario Bianco è rimasto molto colpito da questa citazione apocrifa di Spallanzani (da Crocevia) e ci sembra giusto riportarla qui.


"Tracce. Noi lasciamo solo tracce.
A volte esigue tanto da sparire in pochi momenti.
Persistono altre quali quelle della lumaca di Trilussa che suppose di lasciare un'impronta nella storia sbavando su di un obelisco.
Opere rimangono talvolta. Le vite si bruciano.
In queste, tuttavia, una consorteria copiosa di agenti speciali del denaro si crogiola e si
sbrodola per edificare edifici di biografie costituiti essenzialmente da letame.
Costoro si avviticchiano alle tracce di vita d'artista per cavarne sugo d'ossa, liquame per dilettare palati malati.
Le opere più non contano: vale assai di più sapere come il musicista, l'artista schiavazzò, cacò, quanti bicchieri si scolò, se fece il morbillo o il colera o si guadagnò la vita anche come prosseneta, se ebbe le mutande sfondate o i calzoni bisunti.
Le opere là in un angolo, le sole vere, reali tracce di vita languono in un stipo remoto.
Rende molto così una critica del sospetto artatamente creata per dilettare i bassi geni, come osava dire il Ripano Eupilino. Parafrasando il generale Grant: il pittore migliore è quello morto.
L'uomo consapevole, che vuole vedere, l'uomo che gusta si apposta di fronte all'opera e contempla: l'assorta contemplazione non ha bisogno di mediatori, di critici né di becchini."
» venerdì, agosto 27, 2004
» frammenti, blog, spallanzate, apocrifa
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(a cura della FES)
La rete che abbiamo cominciato a tessere si infittisce. Nella postilla al Nome della Rosa il criceto Umberto Eco scrive che da principio avrebbe voluto intitolare il libro L'Abbazia del delitto, e guardacaso esiste un gioco da tavolo ispirato a Cluedo e al Nome... che si chiama appunto Murder in the Abbey, in italiano l'Abbazia del Mistero. Ancora: Anthony Pratt, l'inventore del Cluedo, si dilettava di murderparties, ed ha creato il gioco nel tentativo di riprodurre l'atmosfera di quelle serate. Almeno così riferisce Bruno Faidutti, autore dell'Abbazia del Mistero nonchè di un dottissimo saggio sull'unicorno. Per chiudere il cerchio, pensate allo scherlockiano frate Guglielmo, che ricorre proprio all'immagine del cornuto cavallide per esemplificare la ricerca della verità singolare mediante i segni e l'eliminazione degli errori. Perchè l'unicorno deve esistere, altrimenti che gusto c'è ad attraversare un bosco narrativo?
» mercoledì, agosto 25, 2004
» segnalazioni, delitti, cluedo
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(a cura della FES)
Sono noti i contatti tra giallo, gioco e combinatoria. L'enigma può stare al centro del racconto come un serissimo gioco (Edipo, si, ma anche Lo Hobbit), oppure essere il racconto. Ancora, può essere matrice di racconti, dove non conta la soluzione ma la costruzione del labirinto (Borges, Eco, ma anche il nostro Crocevia). Lo scarto si nota giocando a Cluedo: all'inizio si pensa solo ad inchiodare l'assassino, ma col tempo è quasi inevitabile immaginare linee di sviluppo per il puro gusto di farlo (come nel celebre film ispirato al gioco. In questo senso, la serie televisiva fu un coraggioso passo indietro). Per chi non se la sente di affrontare murderparty e gdr (come l'introvabile Holmes&co, dell'italiana EL), suggeriamo almeno la lettura del Giallo scomponibile per le vacanze, di Fruttero&Lucentini, raccolto con altre bonarie prese in giro ne I ferri del mestiere, Einaudi.
» lunedì, agosto 23, 2004
» segnalazioni, gdr , cluedo, interattività
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(a cura della FES)