E' alla russia che bisogna guardare per le più belle bufale, e le più sfrontate. Un paese che socialmente deve ricordare parecchio l'italia degli anni settanta, abituato alle balle di regime, adesso si abitua alle balle libere. L'ultima è che un oscuro ingegnere avrebbe dimostrato in tre righe il Grande Teorema di Fermat, dimostrazione che è invece è costata dieci anni di fatica e duecento pagine di incomprensibile matematica al buon Andrew Wiles. Come facciamo a dire che la notizia è falsa, visto che non sappiamo il russo? In primo luogo, l'abbiamo detto, i russi sono di invenzione feconda. In secondo luogo, la notizia dell'ansa viene ripresa solo da siti italiani. Tertius, da una superficiale lettura dell'articolo originale la "dimostrazione" ci pare quantomeno stramba, e usenet l'ha già classificata come una sbomballata. In ogni caso, anche una balla può servire a parlare, per un giorno, di argomenti diversi dal pallone e dal berlusca. Sicchè, bene ha fatto la stampa italiana a ripetere acriticamente questa sciocchezza, e a darci l'occasione di segnalare un bel libro, "L'ultimo teorema di Fermat", appunto.
Marsilioblack segnala un articolo sul tramonto dell'editing e degli editor. Piuttosto dolente, l'articolo. Non che per secoli ci sia stato bisogno di editor. Questa quindi non sarebbe una novità ma un ritorno, se non si trattasse del solito soffietto. La fenomenologia del soffietto è stata acutamente descritta da Colson Whitehead nel suo romanzo, molto bisognoso di editing, dacchè dura 500 e passa pagine, dicevamo nel suo romanzo John Henry Festival. E fa così:
"È una discussione che va avanti da tanto tempo. Freddie "il Toro" McGinty, prima del suo disgraziato attacco di cuore, aveva identificato tre varietà basilari di gonfiatura giornalistica, e col tempo la comunità di free-lance aveva accettato la sua Anatomia del Soffietto. Il Toro, uno dei primi sbafisti (così soprannominato per le sue narici enormi e cavernose) aveva osservato la natura della Lista nel tempo e ipotizzato che, pur essendo ogni soffietto legato con un filo d'oro a un dato soggetto, sia esso animale, vegetale o minerale, l'espressione di quel soggetto all'interno della cultura pop può essere ridotta a tre distinte scuole di soffietto. Per maggiore chiarezza, il Toro ribattezzò il soggetto archetipo Bob, e denominò le tre manifestazioni essenziali di Bob nel seguente modo: il Debutto di Bob, il Ritorno di Bob, e il Rilancio di Bob. Ogni manifestazione imponeva le proprie specifiche frasi fatte e la propria retorica iperbolica."
A questi soffietti va naturalmente aggiunta "la morte di Bob".