Cos'hanno in comune il libro "Il Codice Da Vinci", il film "Per un pugno di dollari" e il brano "Questo Piccolo Grande Amore" ? Primo: ciascuno nel suo campo - letteratura, cinema, musica - rappresenta un formidabile successo. Ma c'è dell'altro: tutti e tre sono stati al centro di dispute con l'accusa di plagio, un reato sempre più evocato in una società in cui tutto sembra già stato detto, scritto, visto, cantato, compresi i temi delle inchieste televisive. Significa che la creatività ha davvero raggiunto la saturazione? Oppure è solo una stronzata? E' il tema trattato da Tg2 Dossier in onda Domenica 31 agosto, ore 18 su Raidue, intitolato "Cacciatori di idee". Dalle accuse di copia-copia a scrittorucoli autorevoli come Umberto Galimberti e Melania Mazzucco o registi affermati come Mel Gibson e Gabriele Muccino alle continue liti giudiziarie sulla reale paternità dei "format" televisivi. Un membro della Fondazione nascosto tra il pubblico porrà la fatidica domanda.
» venerdì, agosto 29, 2008
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(a cura della FES)

galba

Il recente spot del Galbanino insiste sullo slogan "ci sono dentro 21 bicchieri di latte!". La stranezza è che nella sequenza della bicicletta di bicchieri se ne vedono solo 15, in una piramide a base 5.
Confessiamo che noi non ce n'eravamo accorti. Ce l'ha fatto notare una nostra giovane lettrice, Simona, che ha solo nove anni. Questo non è per richiamare il trito aneddoto del bambino e del re nudo: siamo ben convinti che il galbanino contenga davvero 21 bicchieri di latte, se non di più, ma ci fa innevorsire il fatto che non vediamo quel che vediamo, e loro lo sanno.

» martedì, agosto 26, 2008
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(a cura della FES)
Repubblica, giornale notoriamente ostile al nostro premier, riferisce la sua ultima smentita. Dunque Berlusconi non avrebbe detto: "Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato. Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi."
O almeno non l'avrebbe detto ufficialmente. Si tratterebbe di una battuta. Ma le battute, talvolta e in maniera allusiva, dicono parte della verità. Rimane quindi il dubbio che la frase sia stata pronunciata, che sia addirittura vera, benchè non destinata alla pubblicazione. Un messaggio segreto dunque, il più amato dagli italiani.
Viene da pensare che dietro tutto ciò ci sia effettivamente una strategia comunicativa. La frase originaria era verificabile, rischiava anche una smentita, mentre messa su questo piano, su quello del "sospetto", nessuno dei fedeli si stupirà se Mosca dice il contrario: è chiaro, era una frase che non doveva comparire, è necessario che sia smentita, benché vera. Ma noi sappiamo...
D'altro canto gli infedeli, cioè i detrattori di Berlusconi, non avrebbero creduto alla frase neanche se Mosca l'avesse confermata. Avrebbero semplicemente detto che si trattava di un aiuto di Mosca al Governo, in cambio di chissà quale futuro appoggio in altre trattative (più o meno come nel caso Barigazzi).
Berlusconi sa che l'italiano medio si ritiene furbo, diplomatico e capzioso, che sia di destra o di sinistra. Con le sue uscite, quindi, riesce sempre a soddisfare tutto l'uditorio, anche quello degli avversari. Tutti avranno la soddisfazione di intuire la verità sotto il velo: Berlusconi ferma i carrarmati / Berlusconi è un cialtrone.
Il Premier sa che il pubblico ha già scelto la sua verità, che è ormai indifferente ai fatti. Tutta la sua abilità sta nel minare l'idea stessa di "fatto", o per meglio dire nell'assecondare la nostra repulsione per l'idea, semplicistica e incivile, di "realtà".
» giovedì, agosto 21, 2008
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(a cura della FES)
Forte tempra d'educatore, Spallanzani soleva distrarre i suoi studenti accaldati con aneddoti filosofoci (insegnava biologia). Un suo ex allievo ci riferisce il seguente:

"Stesi sulla spiaggia del Pireo, Socrate e Platone sorbivano l'anice sotto l'ombrellone. A un tratto disse Platone:
- Oh Socrate, non ti pare che l'ombra dell'ombrellone sia cambiata?
E quello:
- Dici bene ragazzo mio. A mezzogiorno pareva un cerchio, mentre ora è ellittica.
- Eppure noi sappiamo che è sempre l'ombra di un ombrellone.
- Indubitabilmente. Dipenderà forse dal fatto, oh Platone, che la getta un ombrellone.
- Ma, maestro, prova a immaginare per un istante che l'ombrellone non ci sia.
- Mi sembra insano, tanto più che il sole all'evidenza ti nuoce. Un'altra granita?
- No dico davvero, fai conto che sia invisibile: riconosceremmo ugualmente la parentela delle ombre?
- Non capisco dove vuoi arrivare.
- Ebbene oh Socrate, io credo che come l'ombrellone getta infinite ombre, così esiste un divino ombrellone, di cui tutti gli esemplari terreni sono ombre.
Un aereo passò sulle loro teste. Il venditore di cocco tacque, tacque il bibitaro: si fece un silenzio altissimo mentre la Storia ingranava una nuova concezione. Alla fine disse Socrate:
- Mh... si, ci sta... ehi, make sense! Capisci cosa intendo?
- Yeah, disse Platone. E' proprio, cioè, come dire...
Si passarono la sigaretta rollata a mano.
- A rather elegant thought, Plato.
- And son of a beach."
» giovedì, agosto 14, 2008
» frammenti, spallanzate
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(a cura della FES)

Le discipline olimpiche potenziali, da dividersi nelle quattro categorie:
- ossimorica: es. salto depresso e la variante salto in basso;
- impossibilia: nuoto campestre, fioretto senza, beach curling (cit);
- bizantinica: lancio del pesos, pianto greco-romano, maratona elettorale, ginnastica autistica (cit);
- tetrapiloctomica: ?

» lunedì, agosto 11, 2008
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(a cura della FES)
Sembra il titolo di un polpettone storico, ma un piccolo mistero effettivamente c'è. Da certi antichi giornaletti ritrovati sulle bancarelle pare che alle Olimpiadi di Atene del 1896 abbia partecipato anche un ciclista italiano, il Conte Angelo Porciatti. I suoi compatrioti lo davano già per certo, ma nessun'altra fonte registra la presenza del nostro. D'altro canto fino a pochi fa non era sicura nemmeno la presenza del tiratore Rivabella. Può darsi che il Porciatti si sia solo iscritto, o che ci sia andato ma non abbia gareggiato perchè "professionista" (aveva già ricevuto un premio in denaro); può darsi che sia una burla, o addirittura che sia tutto vero. Nel frattempo l'Italia ha vinto il primo argento proprio nel ciclismo.
» sabato, agosto 09, 2008
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(a cura della FES)
La grottesca vicenda del Tiepolo velato (in copia) conferma che l'ora è propizia per la Fondazione. Nella sua contraddittorietà, il quadro così ricoperto risulta molto più interessante. Già Cervantes citava "la Verità, figlia del tempo", e Pierre Menard rinnovava il detto ripetendolo, ma col suo gesto il Cavaliere ha involontariamente svelato l'arcano: la verità, in effetti, è vittima del tempo. Il luogo comune va rovesciato, diventando un altro luogo comune. La verità è che la verità si perde, e tutto il grande meccanismo della storia può essere considerato niente più che un metodo per cancellare la verità e costruirne un'altra coi frammenti. Dire che col tempo tutto diventa chiaro è un'evidente menzogna: per paradosso, mostrare il seno della verità coperto a duecento anni di distanza è più onesto. Nella sua ansia di nascondere, manipolare e inventare, il sistema televisivo finisce per dire quella verità che nessuno vuol sentire.
» giovedì, agosto 07, 2008
» media, paradossi, oziosità
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(a cura della FES)